L’utilizzo della Detezione Ottica per il Monitoraggio Continuo dei Siti IV Pediatrici

TIPO DI PUBBLICAZIONE: ricerca originale

AUTORE: Doelmann D. et al.

TITOLO: L’utilizzo della Detezione Ottica per il Monitoraggio Continuo dei Siti IV Pediatrici.

RIFERIMENTI ARTICOLO: JVA (2019) Vol 24(2):44-47

 

ARGOMENTO

Prevenzione delle infiltrazioni e degli stravasi da cannula periferica in pazienti pediatrici.

 

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

Le cannule periferiche sono il dispositivo per accesso vascolare più utilizzato, gravate però da un serio rischio di dislocazione, che fa si che le linee guida raccomandino la loro ispezione ad ogni ora.

 

ABSTRACT

Background:

L’infiltrazione è una complicanza frequente con i cateteri endovenosi periferici (EV) ed i pazienti pediatrici rappresentano una popolazione ad altro rischio e sono necessarie frequenti ispezioni dei siti EV per rilevare precocemente i segni di infiltrazione.

Metodi:

Sono stati raccolti dati su pazienti pediatrici compresi tra i 2,5 kg. ed i 17 anni di età su cui fu impiantata una nuova cannula EV sulla mano o sull’avambraccio per un’infusione continua. In tutti fu posizionato un sensore in stretta prossimità del sito EV che fu ispezionato routinariamente da parte dei sanitari a bordo letto. Il dispositivo monitorava in continuazione il sito EV. Lo studio ha compreso un gruppo pilota, un gruppo ‘senza allarme’ e un gruppo di studio ‘con allarme’. Furono raccolti ed analizzati i dati.

Risultati:

Furono arruolati 156 soggetti nel gruppo di controllo ‘senza allarme’ e 57 in quello di studio ‘con allarme’. Nel gruppo ‘senza allarme’, si verificarono 23 infiltrazioni (14.7%) rilevate dai sanitari. Nel gruppo ‘con allarme’, si verificarono 15 infiltrazioni rilevate dai sanitari (26.3%).

Conclusioni:

Il dispositivo ha dimostrato una sensibilità dell’80% nella capacità di rilevare le infiltrazioni EV e si è dimostrato capace di notificarle prima che i sanitari le rilevassero.

 

RISULTATI

L’azienda statunitense, ivWatch ha sviluppato una tecnologia utile a identificare precocemente gli stravasi e le infiltrazioni da cannula periferica, prima che diventino clinicamente rilevabili.

Si basa sulla near infrared technology, già utilizzata per altre applicazioni nel campo delle cannule periferiche delle quali facilita l’impianto e rileva le modifiche della composizione dei tessuti circostanti la punta della cannula periferica, entro i 6/8 mm. di profondità.

Le linee guida raccomandano le ispezioni ogni ora per i siti endovenosi pediatrici in caso di somministrazione continua e tali intervalli si accorciano sensibilmente – ogni 5,10 minuti – nel caso di farmaci o soluzioni vescicanti e vasoattive.

Lo scopo dello studio era quello di comparare le procedure assistenziali routinarie dei siti endovenosi nei pazienti pediatrici con la rilevazione basata sulla near infrared technology per capire se questa permettesse di rilevare le infiltrazioni più precocemente rispetto alle procedure standard.

I pazienti furono divisi un due gruppi: il primo, di controllo comprendeva 156 pazienti sottoposti a terapia endovenosa e collegati al monitor a cui erano però stati staccati sia gli allarmi sonori che quelli visivi. I dati rilevati erano comunque registrati del dispositivo. In questo gruppo, le procedure infermieristiche non erano per nulla modificate rispetto a quelle standard.

Al contrario, i pazienti inseriti nel gruppo di studio (57) erano anch’essi collegati al monitor che aveva gli allarmi sonori e visivi, normalmente funzionanti.

Nel primo gruppo si verificarono 23 infiltrazioni clinicamente confermate (14,7%) nel gruppo ‘senza allarme’ il dispositivo ne avrebbe rilevate 18. Il differenziale di tempo fra le notifiche del dispositivo e l’identificazione clinica dell’infiltrazione variava tra le 1,3 e le 99,8 ore nei casi rilevati dal dispositivo. In media il dispositivo emetteva un allarme rosso di infiltrazione 29,8 ore prima che un sanitario la rilevasse clinicamente.

Nel gruppo di studio vi furono 15 infiltrazioni confermate clinicamente in 57 pazienti (26,3%) e 12 furono rilevate dal dispositivo.

 

COMMENTI

I pazienti pediatrici costituiscono una popolazione ad alto rischio per molteplici fattori quali la fragilità delle vene, l’utilizzo di infusati ad alto rischio, il prolungato tempo di permanenza della cannula, la presenza dei siti EV sulle aree flessorie della articolazioni e, infine, i molteplici tentativi eseguiti prima di ottenere un valido incannulamento che finiscono per indebolire ulteriormente le vene.

Di conseguenza il puntuale monitoraggio dei siti endovenosi è di cruciale importanza in questi pazienti nei quali, ai suddetti motivi, si aggiunge la presenza di cerotti e fasce in eccesso, la conformazione anatomica che rappresentano una barriera all’esecuzione del monitoraggio di cui si parlava.

Di conseguenza le tecnologie che forniscono la precoce identificazione delle infiltrazioni possono essere di aiuto.

Ovviamente esse rappresentano un ulteriore costo e non eliminano la necessità del controllo clinico ad intervalli regolari così come richiedono abilità per posizionare il sensore nella giusta posizione.

Il dispositivo in studio ha dimostrato una sensitività dell’80% e la capacità di attivare l’allarme per l’infiltrazione prima che lo facessero i clinici per cui esso può certamente essere di aiuto nei pazienti pediatrici sottoposti a terapia endovenosa.

Per ulteriori informazioni:

www.evoluzione-dm.it

www.ivwatch.com

 

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