Uso a breve e medio termine di cateteri centrali ad inserimento periferico

Europa, una revisione sistematica della letteratura

TIPO DI PUBBLICAZIONE: metanalisi

AUTORE: B. Mussa et al.

TITOLO: Short- and Intermediate-Term Use of Peripherally Inserted Central Catheters in Europe: A Systematic Literature Review

RIFERIMENTI ARTICOLO: JVA (2019) Vol. 24(4):45-56

 

ARGOMENTO

Comparazione quanto a efficacia, sicurezza e costi associati tra PICCs, CICCs e PIVs nell’utilizzo in pazienti adulti in Europa.

 

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

Perché dopo più di 15 anni di utilizzo dei PICC in Europa, è interessante allargare lo sguardo sulla realtà continentale relativamente all’utilizzo di un dispositivo che ha avuto un successo tanto travolgente quanto meritato.

 

ABSTRACT

Scopo: Lo scopo di questa revisione sistematica è esaminare efficacia, sicurezza e costi associati con l’utilizzo nel breve e medio termine (<6 mesi) dei cateteri periferici ad impianto centrale (PICC), confrontandoli con i cateteri centrali inseriti centralmente (CICC) e i cateteri venosi periferici (PIV) negli adulti in Europa.

Metodi: Sono stati consultati i database Medline, EMBASE, Cochrane e EconLit alla ricerca di dati registrati tra Gennaio 2000 e Marzo 2017. Le raccolte di dati potenzialmente rilevanti sono state valutate in accordo con criteri di inclusione e di esclusione predefiniti.

Risultati: Delle 457 raccolte identificate, 56 sono state incluse nella revisione. La variabilità dei dati circa l’efficacia dei risultati raccolti nei vari studi non permette di evidenziare alcun chiaro vantaggio o svantaggio tra PICC e CICC o PIV.

Comunque, singoli studi riportano dei miglioramenti statisticamente significativi nella soddisfazione dei pazienti con i PICC rispetto ad entrambi i comparatori (P<0,001) e con le PIV, la necessità di meno venipunture per riuscire ad incannulare (P<0,01). Tra i vari studi, l’incidenza di rimozione dovuta a complicanze variava dal 3,5% al 48% con i PICC paragonata ad un range tra il 67% e l’81,2% con le PIV e tra il 26% ed il 78% con i CICC.

La percentuale di pazienti con migrazione o dislocazione del catetere variava tra lo 0% ed il 7,7% con i PICC vs. il 9,6%-15% con i CICC sebbene l’incidenza di trombosi venosa variasse tra lo 0% ed il 27,2% vs. lo 0% ed il 9,6% rispettivamente, con singoli studi che riportavano differenze significative (P<0,01). Evidenze limitate hanno mostrato un costo maggiore con i PICC che con i CICC e con le PIV ma non tutti i costi rilevanti erano compresi nelle analisi.

Conclusioni: Questa revisione ha mostrato che i PICC offrono diversi vantaggi rispetto ai CICC ed alle PIV compreso il maggior gradimento del paziente, minori complicanze che ne richiedono la rimozione e meno migrazioni/dislocazioni del catetere, nonostante un’incidenza di trombosi lievemente più alta.

 

COMMENTI

A nostro avviso il successo dei PICC è dovuto a diversi fattori tra i quali, non sempre rientrano le indicazioni cliniche.

Chiariamo meglio. Sono certamente diversi i casi in cui la scelta di un PICC dipende da fattori quali la semplicità, con questo dispositivo di stabilire un accesso venoso centrale, l’eliminazione della lista di attesa per l’impianto dovuta alla maggiore disponibilità degli infermieri impiantatori, il minor costo associato alla procedura di impianto, ecc.

In altre parole criteri che non possono essere definiti clinici in senso stretto anche se dobbiamo ricordare che gli studi inseriti nella metanalisi riguardavano solo pazienti con cateteri non usati per la chemioterapia.

In questa revisione della letteratura emergono però altri elementi importanti, decisamente clinici, quali la minor necessità di rimozione a causa di complicanze quali per esempio la migrazione o la dislocazione.

E’ confermato invece una lieve maggiore incidenza di trombosi sicuramente legata alle dimensioni del PICC ed alla configurazione del suo lume ed un’apparente maggior costo correlato ai PICC che però non è confermato da altri studi sempre che l’impianto sia eseguito nel giusto setting assistenziale (es. non in una sala di radiologia). A proposito di questa conclusione però, gli stessi autori hanno ammesso che i dati analizzati erano limitati e non permettevano di arrivare ad una conclusione certa.

Interessante ma non certo sorprendente risulta il maggior gradimento verso i PICC da parte dei pazienti costretti a portarlo per più di 1 settimana e meno di 1 mese. Il PICC infatti è meno visibile, permette di somministrare qualunque farmaco così come di effettuare i prelievi ecc.

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