Prevenire le Infezioni Ematiche Associate alle Linee Centrali

RIFERIMENTI ARTICOLO

TITOLO: Preventing Central Line-Associated Bloodstream Infections. A Global Challenge, A Global Perspective.

(La Prevenzione delle Infezioni Ematiche Associate alle Linee Centrali. Una Sfida Globale, Una Prospettiva Globale)

Scaricabile dal seguente link

https://www.jointcommission.org/-/media/deprecated-unorganized/imported-assets/tjc/system-folders/topics-library/clabsi_monographpdf.pdf?db=web&hash=86103821F3C7FF8A7683C933EA0CB391

ARGOMENTO: Infezioni catetere-correlate e loro prevenzione

 

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

Non si tratta in effetti di un articolo quanto di una sorta di guida, pubblicata con l’obiettivo di migliorare le pratiche assistenziali, soprattutto in relazione a quanto necessario per prevenire le infezioni acquisite in ospedale e, tra queste, quelle catetere-associate, le cosiddette CLABSI.

Lo fa illustrando strategie, tecniche e tattiche per la loro prevenzione sottolineando con estrema autorevolezza la necessità di riscorrere ad un approccio basato sul concetto di ‘bundle’ e sulla necessità, nell’ottica di favorirne l’adozione, di utilizzare i kit procedurali perché sono uno strumento utile a ridurre il rischio di CLABSI.

Essi agiscono riducendo le difformità nella tecnica di impianto e di gestione usate dagli operatori sanitari.

Solo poche parole sulla Joint Commission:

La Joint Commission è uno degli enti accreditanti più grandi e prestigiosi al mondo. Essa porta aventi un processo di accreditamento volontario attraverso il quale un ente terzo certifica e garantisce che un’organizzazione sanitaria rispetta specifici standard.

E’ nata negli Usa nel 1951 con il fine di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria degli ospedali americani.

Si tratta di un processo di accreditamento volontario attraverso il quale un ente terzo, indipendente e non governativo certifica e garantisce che un’organizzazione sanitaria rispetta specifici standard (divisi in due grandi blocchi, quelli incentrati sul paziente e quelli sull’organizzazione) che tendono ad un miglioramento continuo nelle strutture, nei processi e nei risultati: esistono programmi di accreditamento per praticamente tutte le strutture che operano nel mondo sanitario (ambulatori, ospedali, laboratori, centri di riabilitazione, case di cura, etc.) tanto che recentemente il Policlinico Gemelli si è sottoposto a questo accreditamento.

 

ABSTRACT 

Le premesse del documento in oggetto, sono le seguenti:

Le Infezioni che i pazienti sviluppano mentre stanno ricevendo cure in un contesto sanitario per un’altra condizione, sono definite infezioni associate all’assistenza sanitaria (HAI). Esse si verificano in tutto il mondo, colpendo centinaia di milioni di pazienti ogni anno e non sono solo costose per gli individui e i sistemi sanitari; possono significativamente aumentare la morbilità e la mortalità nei paesi sviluppati e nei paesi in via di sviluppo.

I pazienti gravemente malati sono particolarmente vulnerabili alle gravi complicazioni dovute alle HAI, probabilmente a causa di fattori come l’uso sempre maggiore di tecnologie mediche più invasive e di procedure mediche complesse, all’aumento dello stato d’immuno-compromissione e al maggior numero di pazienti anziani nonché alla crescente incidenza della resistenza antimicrobica; una notizia incoraggiante è che però molte HAI sono prevenibili quando le linee guida basate sull’evidenza sono adottate nei processi assistenziali.”

 

COMMENTI

Il documento è diviso in 6 capitoli che abbracciano argomenti che vanno dalla scelta del catetere e del relativo rischio infettivo fino agli aspetti economici delle CLABSI e la loro prevenzione ed in 2 appendici.

La premessa al capitolo 3 che è quello su strategie, tecniche e tecnologie per la prevenzione delle CLABSI recita testualmente: “Negli ultimi anni sono stati compiuti passi da gigante verso la prevenzione delle infezioni ematiche associate alla linea venosa (CLABSI). Con l’implementazione di interventi relativamente semplici, ad esempio l’uso di strategie di bundle e dei relativi componenti, o di interventi più complessi quali l’uso di soluzioni di blocco antimicrobico e antimicrobico, alle medicazioni dei cateteri venosi centrali (CVC), sono stati riportati tassi di CLABSI notevolmente ridotti.

In questo capitolo vengono presentate le varie strategie che possono impedire le CLABSI in pazienti adulti e pediatrici, insieme a prove a sostegno di ciascuna delle strategie. In tutto questo capitolo, sono citati esempi di riduzione dei tassi CLABSI riportati nella letteratura pubblicata a supporto delle varie strategie presentate.

Sebbene definizioni di casi, metodologie di sorveglianza, strategie di aggiustamento del rischio, metodi di calcolo del tasso d’incidenza possono essere coerenti nei singoli studi di ricerca spesso non lo sono tra i diversi studi. Tuttavia, le riduzioni dei tassi di CLABSI raggiunte nei singoli studi segnalati supportano il valore dell’utilizzo d’interventi basati sull’evidenza.”

Proprio tra questi ultimi, a pag. 46, ve ne è uno intitolato: “Use of Catheter Kits or Carts (Uso di Kit con Catetere o Carrelli)”.

Uso di Kit con Catetere o Carrelli

Avere carrelli o kit standardizzati con tutto ciò che serve per l’inserimento e la cura del CVC al point of care fa risparmiare tempo al personale sanitario e aiuta a garantire che vengano utilizzati dispositivi ed attrezzature corretti per tutte le procedure di impianto e gestione. È essenziale che i carrelli o i kit siano sempre disponibili e facilmente accessibili. Dovrebbero essere stabilite procedure per la rimozione tempestiva dei carrelli usati e per avere sempre disponibili carrelli puliti. I kit possono essere conservati nelle stanze di deposito del reparto, nelle stanze degli infermieri o vicino al letto del paziente. I carrelli e i kit possono essere assemblati in ospedale, utilizzando i dispositivi preferiti, oppure è possibile acquistare kit già pronti. I carrelli e i kit devono contenere tutti i materiali di consumo raccomandati dalle pratiche basate sull’evidenza, ad esempio un telo grande e sterile per le procedure di impianto (anziché un telo piccolo), la clorexidina per l’antisepsi cutanea, cappellino, maschera e guanti sterili per gli impiantatori e per coloro che assistono nella procedura.

 

NOTE

Le considerazioni della Joint Commission sono alla base della raccomandazione delle linee guida sull’utilizzo di kit procedurali per l’impianto dei cateteri che ha portato alla loro realizzazione industriale.

La Joint Commission ha allargato tale raccomandazione all’utilizzo dei kit procedurali anche per la sostituzione della medicazione e per la gestione della linea infusionale.

Da qui lo sviluppo dei nostri kit procedurali EVOkit, per il nursing degli accessi venosi.

 

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