PICC Zone Insertion Method™ (ZIM™)

Un approccio sistematico per determinare il sito di inserimento ideale per i PICC nella parte superiore del braccio

RIFERIMENTI ARTICOLO

Tipo di pubblicazione: studio osservazionale

Titolo: PICC Zone Insertion MethodTM (ZIMTM): A Systematic Approach to Determine the Ideal Insertion Site for PICCs in the Upper Arm

Autore: Dawson R.

Rivista: JAVA 2011;vol16 No3:156-165

 

ARGOMENTO

Sistematizzazione dell’approccio alla scelta dell’exit site dei PICC nell’arto superiore.

 

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

Perchè rappresenta un contributo importante sull’importanza di standardizzare la manovra di impianto dei PICC partendo dalla scelta della zona ideale di impianto.

 

ABSTRACT

Le conseguenze della pratica di impianto dei PICC condotta in modo casuale possono essere gravi e manifestarsi sotto forma di trombosi venosa profonda, embolia polmonare, infezione ematica legata al catetere e sindrome post trombotica.

I fattori di rischio legati alla selezione del sito sono stati ben definiti per altri dispositivi di accesso venoso centrale, ma non per l’inserimento eco-guidato del PICC nella parte superiore del braccio.

L’autore presenta osservazioni sull’inserimento del PICC nella parte superiore del braccio divisa in zone colorate per evidenziare la variabilità di questa pratica. L’autore descrive anche i fattori di rischio associati al sito ed a ciascun colore e propone una zona di impianto ideale per le procedure di PICC eco-guidate nella parte superiore del braccio.

Il PICC Zone Insertion Method (ZIM) è un sistema proposto per la sicurezza del paziente in relazione all’inserimento del PICC; attuato per ottimizzare e organizzare l’approccio clinico. Esso aiuta a identificare la zona ideale per l’inserimento dell’ago nella parte superiore del braccio con la guida a ultrasuoni. Il significato di un approccio sistematico è che è riproducibile, misurabile e, di conseguenza, riduce la variazione nella pratica dell’inserimento del PICC.

La ZIM combina i meccanismi noti per le complicazioni vascolari del sito di inserimento dell’accesso vascolare con un processo sistematico di misurazione e di scansione a ultrasuoni, per ridurre l’impatto dei fattori di rischio del sito. L’impatto della trombosi non può essere sottovalutato, poiché essa probabilmente limiterà l’uso futuro delle vene per l’accesso vascolare salvavita.

Questo problema non dovrebbe essere ignorato dagli ospedali o dai medici, infatti, soluzioni sistematiche come il PICC Zone Insertion Method, dovrebbero essere esplorate e supportate come parte di un approccio globale alla cura dell’accesso vascolare.

 

COMMENTI

L’articolo riveste un’importanza storica per la formazione del personale sanitario addetto all’impianto dei PICC.

Dawson ha avuto il merito di dividere il braccio in tre zone di colore diverso, giallo, verde e rosso e di correlare ognuna di esse al rischio di conseguenze severe. Il tutto codificando un metodo riproducibile e quindi in grado di fornire un punto di riferimento per la valutazione di questa pratica che potrà essere così standardizzata portando così a risultati consistenti e affidabili.

Dawson ha esaminato la correlazione tra la zona d’impianto e trombosi, infezioni, puntura arteriosa e danno nervoso ed è arrivato alla conclusione che la zona ideale è la parte alta della Zona Verde (Green Zone).

L’intera area è misurata a partire dalla linea eipicondilea media fino alla ascellare e quest’area è divisa in tre, per l’appunto di colore diverso, in ciascuna delle quali sono esaminate le vene più accessibili.

La zona Rossa è quella da evitare per la maggiore frequenza di eventi trombotici dovuti sia al trauma dell’impianto che alla resistenza al flusso.

La verde è quella preferita mentre la gialla, quella che si trova nella parte superiore del braccio, in prossimità del cavo ascellare ha pro e contro: il maggior calibro del vaso ma anche la maggiore presenza di peli e di sudorazione che predispongono alle infezioni.

L’autore ha correlato questo approccio agli ottimi risultati clinici riscontrati in una serie, per la verità piuttosto limitata di 40 impianti di PICC in cui nel 100% dei casi è stato possibile completare la terapia prescritta.

Allo stesso tempo, ha riscontrato sulla base della divisione nelle suddette zone colorate, la notevole variabilità della scelta dell’area di impianto in vari centri osservati.

I meriti di questo studio sono stati:

  1. Aver evidenziato quello che all’epoca non era ancora assodato e cioè che l’ecografo è indispensabile per la scelta del vaso ideale in ogni paziente;
  1. Aver una volta di più dimostrato che la scelta dell’area d’impianto ideale di un catetere venoso deve essere il frutto di una valutazione proattiva;
  1. Aver offerto un ulteriore argomento ai sostenitori della necessità di standardizzare la manovra di impianto di un PICC.

 

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