Ottenere zero infezioni del flusso sanguigno correlate al catetere

RIFERIMENTI ARTICOLO

Tipo di pubblicazione: studio osservazionale

Titolo: Achieving zero catheter related blood stream infections: 15 months success in a community based medical center.

Autore: Harnage S. et al

Rivista: 2007 JAVA, 12: 218-224

 

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Questo articolo rappresenta il primo contributo in letteratura sull’effetto positivo – in termini di riduzione delle CR-BSI – derivante dall’adozione di una approccio basato su un bundle da parte di un ospedale di medie dimensioni.

 

ABSTRACT

Le infezioni ematiche catetere-correlate (CRBSI) sono una causa principale di morbidità, mortalità e aumento dei costi.

Una minore incidenza di CRBSI ridurrebbe la durata dell’ospedalizzazione.

 

PROGETTO

E’ stato sviluppato un bundle innovativo per le linee centrali per ridurre le CRBSI.

Una combinazione innovativa di pratiche infermieristiche dedicate e di tecnologie fu selezionata a questo scopo ed implementata grazie ad un ben definito programma educativo. I dati furono raccolti da 32 letti di terapia intensiva (TI): 16 letti in una TI chirurgica e 16 in una Neuro-Trauma.

 

RISULTATI

Da gennaio 2016 fino a marzo 2007 non vi furono CRBSI.

Durante questo periodo gli impianti di PICC aumentarono del 3% e il ricorso ai radiologi interventisti si ridusse a meno del 2%.

 

IMPLICAZIONI/CONCLUSIONI

Un bundle multimodale, che combina pratiche cliniche e tecnologie può efficacemente ridurre l’incidenza di CRBSI.

Mentre alcuni dei componenti del bundle non sono stati studiati a sufficienza e quindi sono basati sulla teoria o accettati nella pratica clinica, i risultati iniziali forniscono lo spunto per ulteriori studi e per una ridefinizione.

Essi inoltre stimolano ricerche su diversi componenti del bundle per valutare gli effetti che ogni singola pratica e ogni tecnologia, presa separatamente, ha sul successo complessivo.

 

COMMENTI

L’articolo riveste un’importanza storica nella lotta contro le CRBSI, PICC-correlate.

Perchè, rispetto a quello di Pronovost dell’anno prima, impressionante per complessità organizzativa, finanziato da fondi del Congresso USA, questo dell’Harnage è la testimonianza che quanto riportato da Pronovost è fattibile anche in un ospedale ’normale’.

Anche in questo caso la semplicità del bundle, basato su poche regole fu determinante per il successo.

Queste erano:

1) Scelta eco-assistita del sito;

2) Massime precauzioni di barriera;

3) Disinfezione cutanea con Clorexidina e uso dei dispositivi sutureless;

4) Connettori valvolati;

5) Disinfezione del setto del connettore;

6) Protocollo di lavaggio;

7) Monitoraggio quotidiano dei PICC.

In questo lavoro c’e’ una disamina dei fattori di rischio cosi’ com’è ben affrontato il problema delle resistenze al cambiamento che il nuovo protocollo innescò.

I limiti dello studio sono da ricondurre alla mancanza di un dato di partenza sulle CRBSI e al fatto che all’inizio dello studio i PICC erano gestiti solo da specialisti impiantatori di PICC per poi passare a tutte le linee venose centrali.

 

NOTE

Chi fosse interessato alla traduzione di questo articolo può contattarci e saremo lieti di metterlo a disposizione.




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