INS INFUSION THERAPY STANDARD OF PRACTICE

versione 2021 vs 2016

Le linee-guida INS 2021 sono divise, come quelle pubblicate nel 2016, in 9 sezioni uguali per quanto riguarda la titolazione, ed esse riguardano:
  1. la pratica della terapia infusionale
  2. la sicurezza dei pazienti che degli operatori sanitari
  3. la prevenzione e il controllo delle infezioni
  4. le apparecchiature per l’infusione
  5. i dispositivi per accesso vascolare sia per quanto riguarda la loro scelta che loro posizionamento
  6. la gestione dei dispositivi per accesso vascolare
  7. le complicanze correlate ai dispositivi per accesso vascolare
  8. gli altri dispositivi per infusione
  9. le terapie infusionali.
 

Nella tabella sottostante non sono riportate tutte le differenze tra le due versioni, ma quelle a nostro avviso più importanti, rilevate nelle sezioni cha vanno dalla 1 alla 5.

2021

Sezione 1: La pratica della terapia infusionale         Nessuna differenza di rilievo
Sezione 2: La sicurezza dei pazienti che degli operatori sanitari         Nessuna differenza di rilievo
Sezione 3: Prevenzione e controllo delle infezioni
  • (Paragrafo 17, Precauzioni standard, standard) – Importanza della disinfezione di tutte le superfici che sono nelle vicinanze del paziente che vengono toccate frequentemente e che vanno appunto disinfettate più frequentemente rispetto alle altre superfici con disinfettanti che devono essere attivi contro quei patogeni che più frequentemente possono contaminare quelle superfici.

  • (Paragrafo 18, Aseptic Non Touch Technique) – Ampio spazio in questa sezione è dedicato alla implementazione della Aseptic Non Touch Technic (ANTT) che è sviscerata veramente a fondo descrivendone tutti gli aspetti salienti e la loro implementazione.

  • (Paragrafo 20, Preparazione delle soluzioni parenterali e dei farmaci) – Viene posta molta più enfasi rispetto all’edizione precedente sulla sicurezza nella preparazione delle soluzioni e dei farmaci iniettabili con diverse e numerose specifiche.

 
Sezione 4: Le apparecchiature per l’infusione
  • (Paragrafo 22, Visualizzazione vascolare, lettera E) – Viene inserito a questo punto del documento, riferendosi quindi a tutti i dispositivi per accesso vascolare di utilizzare apparecchiature che ne agevolano il posizionamento e nel caso specifico sappiamo che l’ecografia è quella che si presta meglio a questo scopo; deve essere usata per misurare il rapporto tra il calibro del catetere ed il calibro del vaso con una raccomandazione che questo deve essere al di sotto del 45% non superiore al 45% così come peraltro già previsto nelle linee guida del 2016 ma specificate in un’altra sezione delle stesse.

  • (Paragrafo 23, Localizzazione della punta dei dispostivi per accesso venoso centrale, lettera E, n.2) – Quando si parla dell’ECG c’è una apertura al suo utilizzo per confermare la posizione della punta del catetere anche nei pazienti con fibrillazione atriale; è ancora interessante il fatto che il queste linee guida l’utilizzo della radiografia del RX torace post impianto è definita semplicemente accettabile ma solo in quei casi in cui non si ha nessun altro metodo alternativo per la localizzazione della punta del catetere. Nella precedente edizione l’rx torace era ancora definito metodo di scelta.

  • (Paragrafo 23, Localizzazione della punta dei dispostivi per accesso venoso centrale, lettera I) – Sempre nella stessa sezione e si raccomanda di valutare la posizione della punta del catetere in un paziente che è stato trasferito da un altro reparto o che proviene dall’esterno dell’ospedale.

  • (Paragrafo 24, Dispositivi per il controllo del flusso) – Numerosi i cambiamenti nel paragrafo relativo ai dispositivi per il controllo del flusso che in queste linee guida sono discussi in maniera molto più approfondita e molte più o più raccomandazioni.

Sezione 5: i dispositivi per accesso vascolare sia per quanto riguarda la loro scelta che loro posizionamento
  • (Sezione Standard) – Schema iniziale con la classificazione dei dispositivi di accesso periferico: 1) cannule periferiche corte; 2) cannule periferiche lunghe e, 3) cateteri Midline.

  • (Paragrafo 26, Pianificazione dei dispositivi per accesso vascolare) – Interessante notare che come nel 2016 era scomparso il limite tassativo del PH del farmaco che doveva essere necessariamente compreso tra 5 e 9 perché questo potesse essere somministrato in vena periferica, nella versione 2021 è scomparso anche il limite dell’osmolarità di 900 mOsm.

  • (Paragrafo 26, punto III) – Del tutto nuova la breve sezione sulle cannule periferiche lunghe.
  • (Paragrafo 26, punto V, n. 3) – si suggerisce di prendere in considerazione i cateteri con rivestimento anti-trombogenico.
  • (Paragrafo 26, punto VI) – Si raccomanda l’utilizzo dell’ecografo anche per l’impianto dei cateteri arteriosi.
  • (Paragrafo 27) – In relazione alla scelta del sito di impianto del catetere viene inserita tra i criteri di scelta anche la preferenza del paziente che non era presente precedentemente.
  • (Paragrafo 27) – Molto più dettagliata la trattazione della scelta dell’exit site per quanto riguarda le cannule periferiche (corte, lunghe e Midline) rispetto alla edizione del 2016 con delle note particolari relative alle situazioni in cui è presente linfedema o disfunzione renale o ancora la presenza di una fistola arterovenosa o anche alle situazioni in cui la venipuntura riguarda un arto con paralisi o emiparesi.
  • (Paragrafo 27, punto III) – In relazione alla scelta del sito per i cateteri venosi centrali non tunnellizzati è scomparsa la raccomandazione di preferire la vena Succlavia che è stata sostituita dalla Giugulare; la Femorale solo in emergenza o per brevi periodi di tempo e utilizzando sempre gli ultrasuoni; fare attenzione all’ approccio ascellare succlavio per i rischi intrinseci ed evitare la succlavia nel caso di pazienti con insufficienza renale.
  • (Paragrafo 27, punto V) – Per quanto riguarda i cateteri arteriosi utilizzati per il monitoraggio emodinamico è scomparsa la raccomandazione di non somministrare la terapia infusionale attraverso questo tipo di catetere.
  • (Paragrafo 28, punto C) – Per quanto riguarda i port, c’è di nuovo la raccomandazione all’utilizzo della ANTT per la loro gestione.
  • (Paragrafo 28, punto F, n.4) – Raccomandazione di stabilizzare l’ago non coring durante l’infusione per evitare appunto i rischi di dislocazione infiltrazione e stravaso.
  • (Paragrafo 29, punto A, n.1) – Si raccomanda di utilizzare un catetere per emodialisi solo in pazienti con Insufficienza Renale Cronica di stadio 4.
  • (Paragrafo 29, punto A, n.3) – Si raccomanda l’utilizzo dei cateteri non cuffiati per non più di due settimane e nello stesso paragrafo sono state anche inserite molte più raccomandazioni relative alla medicazione di questo tipo di dispositivo.
  • (Paragrafo 30, punto F) – Più enfasi viene posta su alcune complicanze quale la enterocolite necrotizzante che precedentemente non era citata.
 
  • (Paragrafo 31, punto F) – Relativamente ai cateteri per aferesi sono spiegate molto più in dettaglio le varie procedure da eseguire e le raccomandazioni sono molto più numerose rispetto alla precedente versione.
  • (Paragrafo 32, standard) – Distinzione importante già nel titolo perché nella versione del 2016 si parlava di anestesia locale per il posizionamento e l’accesso dei dispositivi per accesso venoso mentre invece in questo caso si parla di gestione del dolore e negli standard si fa cenno alle strategie per ridurre il dolore associato alla flebotomia e a tutte le procedure correlate ai dispositivi per accesso venoso. In generale si entra molto più nel dettaglio di questo argomento, con numerose spiegazioni che riguardano sia i pazienti pediatrici che quelli adulti.
  • (Paragrafo 33, standard) – Nelle indicazioni alla disinfezione cutanea, nell’edizione di quest’anno sono poste differenze tra i pazienti adulti e pazienti pediatrici in particolare per i neonati pretermine per quelli a basso peso e alla nascita e comunque per tutti quelli con meno di 14 giorni di vita.
  • (Paragrafo 34, punto I, lettera A) – Sul posizionamento degli accessi dei dispositivi per accesso vascolare periferici (cannule corte, lunghe e Midline) si fa riferimento non più alla necessità solo di un team specializzato ma a quella di un bundle per migliorare il tasso di successo nell’impianto di questo tipo di dispositivi, riducendo così le complicanze.
  • (Paragrafo 34, punto I, lettera B, n.1) – Viene anche consigliata l’applicazione del metodo DIVA per valutare la difficoltà di incannulare la vena e anche in questo caso le raccomandazioni emanate sono molto più dettagliate rispetto a quelle della versione precedente ed esse riguardano anche il momento in cui va rimosso il dispositivo (stesso paragrafo, lettera K).
  • (Paragrafo 34, punto II, lettera B, n.1) – E’ chiaramente sconsigliato l’impianto con tecnica cut-down (chirurgica).
  • (Paragrafo 34, punto II, lettera G, n.3) – Attenzione all’utilizzo della succlavia mediale perché associato con il rischio più alto di pneumotorace; in generale, in tutto il paragrafo ci sono molte più raccolta azioni relative alla sicurezza nell’impianto di questo tipo di catetere.
  • (Paragrafo 34, punto III, lettera A) – E’ ribadita la raccomandazione sull’utilizzo dell’ecografia per l’impianto di questo tipo di cateteri